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Orlando

Word count: 446

Opera by Georg Friedrich Händel (1685 - 1759)

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11. Chi possessore è del mio core


Chi possessore è del mio core  
può senza orgoglio chiamarsi re.

Io ch'ho spezzato più d'un impero
ho a te piagato l'animo altero
e più d'un soglio val la mia fé.


12. Se il cor mai ti dirà


Se il cor mai ti dirà  
ch'io mi scordi di te,
rispondigli per me,
ch'è menzognero.

Memoria sì gradita
altro che con la vita
mai non si partirà
dal mio pensiero.


14. Se fede vuoi, ch'io ti creda


Se fede vuoi, ch'io ti creda  
fa' che veda la tua fedeltà.

Finché regni nel mio petto il sospetto,
mai l'amor vi regnerà.


15. Fammi combattere


Fammi combattere  
mostri e tifei
nuovi trofei
se vuoi dal mio valor.

Muraglie abbattere
disfare incanti
se vuoi ch'io vanti
darti prove d'amor.


17. Quando spieghi i tuoi tormenti


Quando spieghi i tuoi tormenti  
amoroso rosignolo
par che canti e piangi allor,
e accompagni il mio dolor.


20. Tra caligini profonde


Tra caligini profonde  
erra ognor la nostra mente
s'ha per guida un cieco nume.

Di rovina sulle sponde
è in pericolo imminente
se ragion non le dà il lume.


24. Ah stigie larve! Ah scellerati spettri


Ah stigie larve! Ah scellerati spettri,    
che la perfida donna ora ascondete,
perché al mio amor offeso
al mio giusto furor non la rendete?
Ah misero e schernito,
l'ingrata già m'ha ucciso!
Sono lo spirto mio da me diviso
sono un'ombra, e qual ombra adesso io voglio
varcar là giù ne' regni del cordoglio.
Ecco la stigia barca.
Di Caronte a dispetto
già solco l'onde nere: ecco di Pluto
le affumicate soglie, e l'arso tetto.

Già latra Cerbero
e già dell'Erebo
ogni terribile
squallida furia
se n' viene a me.
Ma la furia, che sol mi diè martoro
dov'è? Questo è Medoro.
A Proserpina in braccio
vedo che fugge. Or a strapparla io corro.
Ah! Proserpina piange!
Vien meno il mio furore
se si piange all'inferno anco d'amore.

Vaghe pupille, non piangete, no
che del pianto ancor nel regno
può in ognun destar pietà;
vaghe pupille, non piangete, no.
Ma sì, pupille, sì piangete, sì
che sordo al vostro incanto
ho un core d'adamanto,
né calma il mio furor;
ma sì, pupille sì piangete sì.


26. Vorrei poterti amar


Vorrei poterti amar  
il cor ti vorrei dar
ma sai che mio non è.

E s'io ti dassi 'l cor
a un cor, ch'è traditor,
tu non daresti fé.


28. Già lo stringo, già l'abbraccio


Già lo stringo, già l'abbraccio  
con la forza del mio braccio
nuovo Anteo l'alzo da terra:
e se vinto non si rende
perché Marte lo difende,
Marte ancor io sfido a guerra.
Son morto, a caro bene,
trafitto da rie pene
languente cado a terra.


32. Sorge infausta una procella


Sorge infausta una procella  
che oscurar fa il cielo e il mare,
splende fausta poi la stella
che ogni cor ne fa goder.

Può talor il forte errare,
ma risorto dall'errore,
quel che pria gli diè dolore
causa immenso il suo piacer.


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     - Emily Ezust

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