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Il barbiere di Siviglia

Word count: 401

Opera by Giovanni Paisiello (1741 - 1816)

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1. Ecco, l'ora s'avvicina [ sung text checked 1 time]

Language: Italian (Italiano)

Authorship


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Ecco, l'ora s'avvicina  
di veder la mia Rosina
ov'è solita venir.
Non vorrei che qualcheduno
mi vedesse in queste spoglie...
ma s'appressa un importuno
che impedisce il mio gioir.


Submitted by Andrew Schneider [Guest Editor]

3. Scorsi già molti paesi [ sung text checked 1 time]

Language: Italian (Italiano)

Authorship


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Scorsi già molti paesi:  
in Madrid io debuttai,
feci un'opera, e cascai;
e col mio bagaglio addosso
me ne corsi a più non posso
in Castiglia e nella Mancia,
nell'Asturie, in Catalogna;
poi passai nell'Andalusia,
e girai l'Estremadura,
come ancor sierra Morena:
ed in fin nella Galizia;
in un luogo bene accolto,
in un altro in lacci avvolto;
ma però di buon umore,
d'ogni evento superior.

(mentre Figaro canta l'aria, il Conte guarda 
con attenzione verso la finestra della casa di Bartolo)

Col sol rasoio,
senza contanti,
facendo barbe
tirai avanti;
or qui in Siviglia
fo permanenza
pronto a servir
vostra eccellenza;
se pur io merito
un tant'onor...


Submitted by Andrew Schneider [Guest Editor]

8. La calunnia, mio signore [ sung text checked 1 time]

Language: Italian (Italiano)

Authorship

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La calunnia, mio signore,    
non sapete che cos'è?
Sol con questa a tutte l'ore
si può far gran cose, affé.
Questa qui, radendo il suolo,
incomincia piano piano;
e del volgo il vasto stuolo
la raccoglie, e rinforzando
passa poi di bocca in bocca,
ed il diavolo all'orecchie
ve la porta, e così è.
La calunnia intanto cresce,
s'alza, fischia, gonfia a vista:
vola in aria, e turbigliona,
lampeggiando stride e, tuona;
e diviene poi crescendo
un tumulto universale,
come un coro generale,
e rimedio più non v'è


Submitted by Andrew Schneider [Guest Editor]

9. Veramente ho torto, è vero [ sung text checked 1 time]

Language: Italian (Italiano)

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Veramente ho torto, è vero:    
quando un dito s'è bruciato,
coll'inchiostro risanato
egli è certo ch'esser può.
Se una penna tinta resta,
fu cagion che su la vesta
nuovo fior si disegnò.
Se di carta un foglio manca,
voi mi dite molto franca
ch'alla figlia del barbiere
un cartoccio pien di dolci
in quest'oggi si mandò.
Ma il dito è nero,
la penna è tinta,
il foglio manca:
le vostre scuse
mai crederò.
Un'altra volta,
quando ch'io sorto,
con catenacci
e più lucchetti,
a cento chiavi
vi chiuderò.


Submitted by Andrew Schneider [Guest Editor]

11. Giusto ciel, che conoscete [ sung text checked 1 time]

Language: Italian (Italiano)

Translation(s): ENG

List of language codes

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Available translations, adaptations or excerpts, and transliterations (if applicable):

  • ENG English (Andrew Schneider) , "Merciful heaven, you know", copyright © 2018, (re)printed on this website with kind permission


Giusto ciel, che conoscete    
quanto il cor onesto sia,
deh, voi date all'alma mia
quella pace che non ha.


Submitted by Andrew Schneider [Guest Editor]

13. Già riede primavera

Note: this is a multi-text setting

Già riede primavera
col suo fiorito aspetto;
già il grato zeffiretto
scherza fra l'erbe e i fior.

Tornan le frondi agli alberi,
l'erbette al prato tornano;
sol non ritorna a me
la pace del mio cor.

[ ... ]

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Submitted by Emily Ezust [Administrator]

Io piango afflitta, e sola,
misera pastorella,
non la perduta agnella,
ma il pastorel Lindor.

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Stage directions after the above text:
Ascoltando l'aria, Bartolo s'addormenta. Il Conte nel ritornello 
s'azzarda di prendere una mano di Rosina e di baciarla. 
L'emozione rallenta a Rosina la voce, che s'indebolisce 
e termina per mancarle in mezzo alla cadenza. L'orchestra 
segue il movimento della cantatrice e si tace.	
Alla mancanza del suono e del canto, Bartolo si risveglia 
e Rosina ripiglia l'aria.

At the end is a repeat of the first stanza from Metastasio.



Submitted by Andrew Schneider [Guest Editor]

14. Vuoi tu, Rosina [ sung text checked 1 time]

Language: Italian (Italiano)

Authorship

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(nel tempo del ritornello egli cerca grattandosi la testa,
e poi canta, facendo le castagnette colle dita, e ballando sui
ginocchi, come fanno i vecchi)

Vuoi tu, Rosina,  
far compra fina
d'un bello sposo,
che merti, o cara,
tutto l'amore?
Tirsi non sono,
ma ancor son buono,
ed io ti giuro,
quando fa scuro
han tutti i gatti
un sol colore:
dunque, mia cara bella,
prendi questo mio core.


Submitted by Andrew Schneider [Guest Editor]

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