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L'italiana in Londra

Word count: 652

Opera by Domenico Cimarosa (1749 - 1801)

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3. Straniera abbandonata


Straniera abbandonata,
pavento ad ogni passo 
e miro in ogni sasso
scolpito il traditor. 

Per ricercare un empio
la Patria, oh Dio!, lasciai.
Ah non t’avessi mai, 
mai conosciuto amor.


5. Modesto mi guardava


Modesto mi guardava,
il caro mio biondino.
Ah, furbo sopraffino!
Forse, chissà,
pensava ad ingannarmi allor.
“M’amate?” – Io gli dicea.
“Ah cara, io penso, io moro.”
“Chi è la vostra dea?”
“Voi siete, o mio tesoro!”
“Quando mi sposerete?”
“Doman, se pur volete, 
e questa sera ancor.”
Le nozze erano pronte,
conviti, feste e balli, 
gli amici, il parentado…
Ma il mio biondino amato
bel bel se ne fuggì.
Modesto mi guardava.
“Mia cara,” mi dicea, 
“voi siete il mio tesoro.”
Ma il mio biondino amato
bel bel se ne fuggì.
Ah donne miserabili
a questi amanti
perfidi non dite
mai di sì.
Lunatici, bisbetici,
volubili, frenetici,
sì sì ci fate piangere
voi sol la notte e il dì.
Vi dicono “mia cara”,
vi dicon “mio tesoro”,
ah, furbi sopraffini!
Sì sì ci fate piangere
voi sol la notte e il dì.


6. Venti volte in vita mia


Venti volte in vita mia
fin nell’Indie sono stato.
Dalla Cina in Barbaria 
son venuto, son tornato
e ogni ceto di persone
mi trattò con civiltà.

(Piano a Livia) A fuggire io vi consiglio
se vi parla mai d’amore…
(Ah la vedo in gran periglio,
sento oh Dio per lei pietà.)
Mio signor, non v’offendete;
son sinceri i detti miei;
vi rispetto, so chi siete
ma il mio cor non cambierei
colla vostra nobiltà.


8. Dammi la mano, oh bella


Dammi la mano, oh bella,
che sospirar mi fa.
(Figurandosi di tener Livia per mano)
Che mano tenerella!
Che bella mano, oh Dio!
Io manco, io moro già.
(A Madama, che accenna dall’altra parte)
oppur di là?
Bellissima invisibile,
almeno sospirate,
tossite, chiacchierate,
dite una parolina,
carina, per pietà!
(A Madama, che accenna ora da una
parte, ora dall’altra)
Madama... E adesso
dove sta?
Dammi la mano, oh bella,
che sospirar mi fa. 
Mio sole sta qui?
Mia luna, sta lì?
Mia stella, più là?
Mio core, più qui?
Mi gira la testa, 
son tutto sudore.
Che pena è mai questa! 
Che gran crudeltà!


13. Vi parlo all’olandese


Vi parlo all’olandese,
da galantuom favello:
il sì dev’esser quello, 
dev’esser quello il no.

(A Polidoro che l’interrompe)
Oh, infamia di Partenope,
o taci o ch’io cospetto...
(Ah, merita rispetto:
è commensale, è amico; 
sdegnarmi, oh Dio, non so.)

(A Milord)
Ella avrà un padre in me,
e da un crudel nemico
sì la difenderò. 

(A Polidoro che l’interrompe)
O Italia miserabile
se fosser tutti simili...
Non posso più resistere,
son pieno di furore...
Bestia di te peggiore
nel mondo no, non v’è.


14. Oh che gusto, che piacere


Oh che gusto, che piacere!
Oh che spasso che sarà.
Invisibil colla sposa,
colla mia Madamoiselle,
in ovatta ed in pianelle
ne n’andrò per la città.
Passo accanto al creditore,
non mi vede ed io vo’ via; 
passo innanzi all’esattore,
non mi vede e se ne va.
Meno schiaffi, calci, pugni...
ziffe zaffe due stoccate,
pisto gl’occhi, ammacco grugni
e chi è stato non si sa.
Oh, che gusto, oh che diletto!
Che risate, che spassetto!
Oh che gran felicità!


17. Van girando per la testa


Van girando per la testa
mille torbidi pensieri, 
ah son pur funesti e neri,
ah mi fanno delirar.
Io delirar? Oh cielo!
Se tu sei la cagion 
di tanto affanno,
ti detesto per sempre, 
amor tiranno.
Barbaro amore, son disperato, 
da mille furie sono agitato, 
mi sento un impeto dentro le vene... 
chi mi contrasta, chi mi trattiene?
No, che di morte non ho timore,
spiro vendetta, stragi e furore, 
voglio che rivi di sangue scorrano, 
vo’ fin la casa mandare in cenere; 
sì vo’ che tutti di me paventino, 
vadano, corrano, fuggano, volino, 
e fino l’Erebo farò tremar.


18. Io voglio a Napoli con voi venire


Io voglio a Napoli con voi venire;
qualche parola già la so dire.
Napolitana vo’ farmi affè.
“Gioiello caro, mme faje sperì;
fato d’ammore, mme faje morì.
Ninno mio bello, caro giojello,
aje da sta sempe vicino a mme."


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     - Emily Ezust

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