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Deità Silvane

Word count: 418

Song Cycle by Ottorino Respighi (1879 - 1936)

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1. I fauni


S'odono al monte i saltellanti rivi
Murmureggiare per le forre astruse,
S'odono al bosco gemer cornamuse
Con garrito di pifferi giulivi. 
E i fauni in corsa per dumeti e clivi,
Erti le corna sulle fronti ottuse,
Bevono per lor nari camuse
Filtri sottili e zeffiri lascivi.
E, mentre in fondo al gran coro alberato
Piange d'amore per la vita bella
La sampogna dell'arcade pastore,
Contenta e paurosa dell'agguato,
Fugge ogni ninfa più che fiera snella,
Ardendo in bocca come ardente fiore.


2. Musica in horto


Uno squillo di cròtali clangenti
Rompe in ritmo il silenzio dei roseti,
Mentre in fondo agli aulenti orti segreti
Gorgheggia un flauto liquidi lamenti.
La melodia, con tintinnio d'argenti,
Par che a vicenda s'attristi e s'allieti,
Ora luce di tremiti inquieti,
Or diffondendo lunghe ombre dolenti:
Cròtali arguti e canne variotocche!,
Una gioia di cantici inespressi
Per voi par che dai chiusi orti rampolli,
E in sommo dei rosai, che cingon molli
Ghirlande al cuor degli intimi recessi,
S'apron le rose come molli bocche!


3. Egle


Frondeggia il bosco d'uberi verzure,
Volgendo i rii zaffiro e margherita:
Per gli archi verdi un'anima romita
Cinge pallidi fuochi a ridde oscure.
E in te ristretta con le mani pure
Come le pure fonti della vita,
Di sole e d'ombre mobili vestita
Tu danzi, Egle, con languide misure.
E a te candida e bionda tra li ninfe,
D'ilari ambagi descrivendo il verde,
Sotto i segreti ombracoli del verde,
Ove la più inquïeta ombra s'attrista,
Perle squillanti e liquido ametista
Volge la gioia roca delle linfe.


4. Acqua


Acqua, e tu ancora sul tuo flauto lene
Intonami un tuo canto variolungo,
Di cui le note abbian l'odor del fungo,
Del musco e dell'esiguo capelvenere,
Sì che per tutte le sottili vene,
Onde irrighi la fresca solitudine,
Il tuo riscintillio rida e sublùdii
Al gemmar delle musiche serene.
Acqua, e, lungh'essi i calami volubili
Movendo in gioco le cerulee dita,
Avvicenda più lunghe ombre alle luci,
Tu che con modi labii deduci
Sulla mia fronte intenta e sulla vita
Del verde fuggitive ombre di nubi.


5. Crepuscolo


Nell'orto abbandonato ora l'edace
Muschio contende all'ellere i recessi,
E tra il coro snelletto dei cipressi
S'addorme in grembo dell'antica pace
Pan. Sul vasto marmoreo torace,
Che i convolvoli infiorano d'amplessi,
Un tempo forse con canti sommessi
Piegò una ninfa il bel torso procace.
Deità della terra, forza lieta!,
Troppo pensiero è nella tua vecchiezza:
Per sempre inaridita è la tua fonte.
Muore il giorno, e nell'alta ombra inquïeta
Trema e s'attrista un canto d'allegrezza:
Lunghe ombre azzurre scendono dal monte...


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     - Emily Ezust

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