The LiederNet Archive
WARNING. Not all the material on this website is in the public domain.
It is illegal to copy and distribute our copyright-protected material without permission.
For more information, contact us at the following address:
licenses (AT) lieder (DOT) net

Gurrelieder

Word count: 3037

Song Cycle by Arnold Franz Walter Schoenberg (1874 - 1951)

Original language: Gurrelieder

1a.

Language: Italian (Italiano) after the German (Deutsch)

Authorship

  • Translation from German (Deutsch) to Italian (Italiano) copyright © 2008 by Ferdinando Albeggiani, (re)printed on this website with kind permission. To reprint and distribute this author's work for concert programs, CD booklets, etc., you may ask the copyright-holder(s) directly or ask us; we are authorized to grant permission on their behalf. Please provide the translator's name when contacting us.

    Contact:

    licenses (AT) lieder (DOT) net
    (licenses at lieder dot net)



Based on
Based on

Go to the single-text view


Waldemar:
 Il crepuscolo ora smorza
 ogni suono su mare e su terra,
 nuvole in viaggio si distendono lievi
 su lembi di cielo.
 Una silenziosa quiete ha circondato
 le ariose soglie del bosco,
 e le chiare onde del mare,
 sé stesse cullando, si sono calmate.
 A occidente il sole ha disteso
 il suo mantello di porpora
 e sogna, adagiato sui flutti,
 lo splendore del giorno seguente.
 Ed ora nemmeno la più piccola fronda si muove
 nella splendida dimora del bosco;
 Ora neppure il suono 
 più lieve riecheggia, riposa, anima mia, riposa!
 E ogni energia è sprofondata
 nell'abbraccio dei sogni,
 e io sono risospinto verso me stesso,
 in silenziosa pace e sciolto da ogni affanno.


IMPORTANT NOTE: The material directly above is protected by copyright and appears here by special permission. If you wish to copy it and distribute it, you must obtain permission or you will be breaking the law. Once you have permission, you must give credit to the author and display the copyright symbol ©. Copyright infringement is a criminal offense under international law.

1b.

Language: Italian (Italiano) after the German (Deutsch)

Authorship

  • Translation from German (Deutsch) to Italian (Italiano) copyright © by Ferdinando Albeggiani, (re)printed on this website with kind permission. To reprint and distribute this author's work for concert programs, CD booklets, etc., you may ask the copyright-holder(s) directly or ask us; we are authorized to grant permission on their behalf. Please provide the translator's name when contacting us.

    Contact:

    licenses (AT) lieder (DOT) net
    (licenses at lieder dot net)



Based on
Based on

Go to the single-text view


Tove:
 Oh, quando lievi scivolano i raggi della luna,
 e pace e quiete si sparge tutt'intorno,
 non più acqua allora mi sembra la distesa del mare,
 e ogni foresta più non pare fatta d'alberi e cespugli.
 Nubi non sono più quelle che il cielo adornano,
 né più valli o colline stanno a formare il dorso della terra,
 tutto è forma e colore, nient'altro che vuota schiuma,
 e solo un riflesso di sogni divini.


IMPORTANT NOTE: The material directly above is protected by copyright and appears here by special permission. If you wish to copy it and distribute it, you must obtain permission or you will be breaking the law. Once you have permission, you must give credit to the author and display the copyright symbol ©. Copyright infringement is a criminal offense under international law.

1c.

Language: Italian (Italiano) after the German (Deutsch)

Authorship

  • Translation from German (Deutsch) to Italian (Italiano) copyright © by Ferdinando Albeggiani, (re)printed on this website with kind permission. To reprint and distribute this author's work for concert programs, CD booklets, etc., you may ask the copyright-holder(s) directly or ask us; we are authorized to grant permission on their behalf. Please provide the translator's name when contacting us.

    Contact:

    licenses (AT) lieder (DOT) net
    (licenses at lieder dot net)



Based on
Based on

Go to the single-text view


Waldemar:
 Destriero! Mio destriero! Come procedi lento!
 No, ora lo vedo, veloce corre la strada
 sotto i tuoi zoccoli.
 Ma ancora più veloce devi andare,
 ti trovi ancora in mezzo alla foresta,
 mentre io mi illudevo che, senza mai fermarmi,
 sarei già arrivato a Gurre. 
 Ma ora il bosco si dirada, già scorgo là il castello,
 e già mi accoglie Tove, mentre alle spalle il fitto bosco
 prende la forma di una scura muraglia;
 ma tu continua pure la tua corsa!
 Guarda! Si allungano le ombre del bosco
 Sopra i campi e sopra le paludi!
 Prima che coprano la terra di Gurre
 dovrò trovarmi presso la porta di Tove.
 Prima che il suono, che ora riecheggia,
 cessi per non più risuonare,
 deve il tuo agile passo, o mio destriero,
 rimbombare sul ponte di Gurre;
 prima che quella foglia appassita -- che là pende --,
 cada nel ruscello,
 gaio dovrà levarsi il tuo nitrito
 dentro il cortile di Gurre!
 Si allunga l'ombra, e si perde il suono,
 adesso, foglia, puoi cadere:
 Volmer ha visto Tove!


IMPORTANT NOTE: The material directly above is protected by copyright and appears here by special permission. If you wish to copy it and distribute it, you must obtain permission or you will be breaking the law. Once you have permission, you must give credit to the author and display the copyright symbol ©. Copyright infringement is a criminal offense under international law.

1d.

Language: Italian (Italiano) after the German (Deutsch)

Authorship

  • Translation from German (Deutsch) to Italian (Italiano) copyright © by Ferdinando Albeggiani, (re)printed on this website with kind permission. To reprint and distribute this author's work for concert programs, CD booklets, etc., you may ask the copyright-holder(s) directly or ask us; we are authorized to grant permission on their behalf. Please provide the translator's name when contacting us.

    Contact:

    licenses (AT) lieder (DOT) net
    (licenses at lieder dot net)



Based on
Based on

Go to the single-text view


Tove:
 In un tripudio di stelle, rifulge il mare
 e preme alla costa il suo cuore che batte;
 Fra un mormorare di foglie, brilla tremolando la rugiada,
 e il vento del mare tutto mi avvolge in un gioco animoso,
 canta il gallo della banderuola, i merli delle torri sembrano inchinarsi,
 giovani fieri avanzano con sguardi fiammeggianti,
 mentre fanciulle in fiore cercano invano di calmare
 il petto che palpita traboccante di vita, 
 e si sforzano di spiare, da lontano, le rose;
 ardono le fiaccole e allegre rilucono,
 il bosco rivela d'un tratto il suo incanto,
 ascolta, in città  ora abbaiano i cani!
 E le volute ascendenti della scalinata conducono alla meta
 il nobile eroe, 
 finché sul gradino più alto
 cade fra le mie braccia spalancate.


IMPORTANT NOTE: The material directly above is protected by copyright and appears here by special permission. If you wish to copy it and distribute it, you must obtain permission or you will be breaking the law. Once you have permission, you must give credit to the author and display the copyright symbol ©. Copyright infringement is a criminal offense under international law.

1e.

Language: Italian (Italiano) after the German (Deutsch)

Authorship

  • Translation from German (Deutsch) to Italian (Italiano) copyright © by Ferdinando Albeggiani, (re)printed on this website with kind permission. To reprint and distribute this author's work for concert programs, CD booklets, etc., you may ask the copyright-holder(s) directly or ask us; we are authorized to grant permission on their behalf. Please provide the translator's name when contacting us.

    Contact:

    licenses (AT) lieder (DOT) net
    (licenses at lieder dot net)



Based on
Based on

Go to the single-text view


[]
 
Waldemar:
 Neppure gli angeli davanti al trono divino
 danzano come ora, davanti a me, danza il mondo.
 Nemmeno il canto delle loro arpe divine, risuona soave
 come il canto dell'anima di Waldemar al tuo cospetto.
 E a fianco di Dio neppure Cristo, reduce
 dalle dure lotte per la redenzione degli uomini,
 sedeva più fiero di Waldemar, che ora siede 
 in atteggiamento regale al fianco di Tovelille. 
 Né con desiderio più forte potrebbero le anime aspirare 
 alla via verso la beatitudine, del desiderio che mi ha preso dei tuoi baci,
 non appena le merlature di Gurre
 dall'Oresund mi sono apparse in tutto il loro splendore.
 E neppure accetterei di cambiare quei bastioni
 e il tesoro che fedelmente custodiscono,
 con lo splendore del regno celeste con i suoi suoni che incantano
 e con tutte le schiere dei santi!
 
Tove:
 Ora per la prima volta ti dico:
 "Re Volmer, ti amo!"
 Ora per la prima volta ti bacio
 e fra le mie braccia ti stringo.
 E se tu dovessi affermare, che già in precedenza ti avevo parlato così
 e regalato il mio bacio,
 risponderei allora: "Il re è fuori di testa,
 e pensa a cose futili e vane".
 E se tu dovessi rispondere: "Sì, è vero, sono fuori di testa",
 direi allora: "Il re ha ragione";
 ma se dovessi affermare: "Non sono affatto pazzo",
 allora direi: "Il re è cattivo".
 Perché mentre pensavo a te
 ho baciato tutte le mie rose fino a farle morire.
 
Waldemar:
 Si è fatta mezzanotte
 e una schiera di infelici
 si leva da tombe sprofondate nell'oblio,
 e osserva con desiderio struggente
 le candele accese nel castello
 e le luci nelle capanne.
 E il vento sembra schernirli portando verso di loro
 l'eco dei suoni delle arpe,
 tintinnio di calici e canti d'amore.
 Ed essi si dileguano sospirando: 
 "Il nostro tempo è passato".
 Il mio capo, invece, si culla  su onde piene di vita,
 la mia mano riconosce un cuore che batte,
 gonfia di vita, scorre su di me 
 un onda purpurea di baci roventi,
 e le mie labbra esultano:
 "E' questo il mio momento"!
 Ma ogni momento vola via,
 e anche a me toccherà,
 a mezzanotte,
 vagare in giro come i morti,
 tenendomi stretto addosso il lenzuolo funebre
 per ripararmi dal vento gelido,
 e striscerò furtivo nel tardo chiarore della luna
 e dolorosamente oppresso
 dalla pesante croce tombale
 inciderò sul terreno
 il tuo amato nome
 e sprofonderò sospirando: 
 "Il nostro tempo è passato"!
 
Tove:
 Mi mandi uno sguardo amoroso 
 abbassando poi gli occhi,
 e lo sguardo allora spinge la tua mano nella mia, 
 poi la stretta si allenta;
 E come un bacio che ridesta l'amore,
 trasporti la mia stretta di mano sulle mie labbra,
 e come, allora, puoi sospirare pensando alla morte,
 quando uno sguardo può infiammare
 quanto un'ardente bacio?
 Le stelle che brillano là in alto nel cielo
 impallidiscono all'alba,
 ma tornano a splendere ancora, quando si fa mezzanotte,
 nel loro eterno fulgore. --
 Così breve è la morte,
 simile a un sonno tranquillo
 da un crepuscolo all'altro.
 E quando ti svegli,
 accanto a te sul giaciglio,
 in rinnovata bellezza
 vedrai tu risplendere
 la giovane sposa.
 Vuotiamo pertanto
 questa coppa dorata,
 in onore della morte che ha il potere di abbellire ogni cosa.
 Così noi tutti andiamo alla tomba,
 con in volto un sorriso,
 morendo in un bacio divino!

Waldemar:
 Meravigliosa Tove!
 per merito tuo sono tanto più ricco,
 che non desidero altro.
 Il mio cuore è leggero,
 e chiara la mente,
 una vigile pace mi regna nell'animo.
 Tutto in me è così calmo,
 straordinariamente calmo.
 Sulle mie labbra indugia la parola, vorrebbe comunicare qualcosa
 ma si ripiega nel silenzio.
 Perché e come se nel mio stesso animo
 palpitasse il tuo cuore,
 e come se il mio respiro sollevasse,
 Tove, il tuo seno.
 E sento che i nostri pensieri
 nascono e procedono uniti
 simili a nuvole, che si incontrano,
 e congiunte si librano in forme mutevoli.
 E la mia anima è calma,
 e muto ti guardo negli occhi,
 Tove meravigliosa.


IMPORTANT NOTE: The material directly above is protected by copyright and appears here by special permission. If you wish to copy it and distribute it, you must obtain permission or you will be breaking the law. Once you have permission, you must give credit to the author and display the copyright symbol ©. Copyright infringement is a criminal offense under international law.

1f.

Language: Italian (Italiano) after the German (Deutsch)

Authorship

  • Translation from German (Deutsch) to Italian (Italiano) copyright © 2008 by Ferdinando Albeggiani, (re)printed on this website with kind permission. To reprint and distribute this author's work for concert programs, CD booklets, etc., you may ask the copyright-holder(s) directly or ask us; we are authorized to grant permission on their behalf. Please provide the translator's name when contacting us.

    Contact:

    licenses (AT) lieder (DOT) net
    (licenses at lieder dot net)



Based on
Based on

Go to the single-text view


Voce della colomba selvatica:
 Colombe di Gurre! Mi tormenta una pena,
 dopo che sono passata sull'isola!
 Venite! Ascoltate!
 E' morta Tove! La notte è discesa sui suoi occhi,
 che erano luce di giorno per il re!
 Muto è il suo cuore,
 ma il cuore del re batte convulso,
 morto eppure convulso!
 E' stranamente simile a una barca
 sopra le onde, quando colui che lo scafo aveva accolto fedele,
 curvandosi tutto, colui che guidava la barca, giace morto avvolto dalle alghe nel fondo.
 Nessuno può portare un messaggio
 è chiusa la via.
 Come due fiumi gemelli erano i loro pensieri,
 due fiumi che scorrevano accanto.
 Dove è ora il fiume dei pensieri di Tove?
 Quelli del re si aggirano in un vorticare confuso,
 alla ricerca di quelli di Tove,
 ma senza poterli trovare.  
 Lontano ho volato, ho cercato il dolore, e tanto ne ho visto!
 Ho visto la bara sulle spalle del re,
 ed Hennig che lo sorregge;
 nera era la notte, una fiaccola solitaria
 ardeva lungo la via;
 la regina la reggeva, in alto sul balcone,
 assetata di vendetta nel cuore. 
 Lacrime, che non avrebbe voluto piangere,
 brillavano nei suoi occhi.
 Lontano ho volato, ho cercato il dolore, e tanto ne ho visto!
 Ho visto il re, trasportava la bara, con una giacca da contadino.
 Il suo cavallo,
 che spesso lo aveva condotto alla vittoria,
 trainava il feretro.
 Gli occhi del re erano stravolti,
 andavano in cerca di uno sguardo,
 e l'animo folle del re andava in cerca
 di una parola.
 Hennig tentò di parlargli,
 ma ancora il re andava in cerca di una parola o di uno sguardo.
 E alla fine il re aprì la bara di Tove,
 ha gli occhi sbarrati e porge l'orecchio con labbra tremanti,
 ma Tove è ormai muta!
 Lontano ho volato, ho cercato il dolore, e tanto ne ho visto!
 Un monaco voleva suonare la campana
 per la preghiera serale;
 ma vide avanzare il carro 
 e apprese la dolorosa notizia:
 il sole era ormai calato, quando la campana a morto
 iniziò a rintoccare.
 Lontano ho volato, ho cercato il dolore,
 e ho trovato la morte!
 Fu il falco di Helwig, a dilaniare
 crudelmente la colomba di Gurre.


IMPORTANT NOTE: The material directly above is protected by copyright and appears here by special permission. If you wish to copy it and distribute it, you must obtain permission or you will be breaking the law. Once you have permission, you must give credit to the author and display the copyright symbol ©. Copyright infringement is a criminal offense under international law.

2.

Language: Italian (Italiano) after the German (Deutsch)

Authorship

  • Translation from German (Deutsch) to Italian (Italiano) copyright © 2008 by Ferdinando Albeggiani, (re)printed on this website with kind permission. To reprint and distribute this author's work for concert programs, CD booklets, etc., you may ask the copyright-holder(s) directly or ask us; we are authorized to grant permission on their behalf. Please provide the translator's name when contacting us.

    Contact:

    licenses (AT) lieder (DOT) net
    (licenses at lieder dot net)



Based on
Based on

Go to the single-text view


Waldemar:
 Signore Iddio, sai tu cosa hai fatto
 quando mi è morta la piccola Tove?
 Mi hai scacciato dall'ultimo asilo,
 dove avevo trovato la felicità!
 Signore, dovresti arrossire per questo:
 uccidere al povero l'unico agnello!
 Signore, anch'io sono un sovrano,
 e questo, in quanto sovrano, io penso:
 non mi sognerei mai di sottrarre,
 ai miei sudditi, la loro unica risorsa. 
 Hai preso una strada sbagliata, Signore:
 la strada di un tiranno, non quella di un vero sovrano!
 Signore Iddio, le tue angeliche schiere
 stanno sempre a cantare le tue lodi,
 ma forse avresti più bisogno
 di uno che sappia criticarti.
 E chi potrebbe osare tanto?
 Consentimi, Signore, di indossare il cappello di giullare alla tua corte.


IMPORTANT NOTE: The material directly above is protected by copyright and appears here by special permission. If you wish to copy it and distribute it, you must obtain permission or you will be breaking the law. Once you have permission, you must give credit to the author and display the copyright symbol ©. Copyright infringement is a criminal offense under international law.

3a.

Language: Italian (Italiano) after the German (Deutsch)

Authorship

  • Translation from German (Deutsch) to Italian (Italiano) copyright © 2008 by Ferdinando Albeggiani, (re)printed on this website with kind permission. To reprint and distribute this author's work for concert programs, CD booklets, etc., you may ask the copyright-holder(s) directly or ask us; we are authorized to grant permission on their behalf. Please provide the translator's name when contacting us.

    Contact:

    licenses (AT) lieder (DOT) net
    (licenses at lieder dot net)



Based on
Based on

Go to the single-text view


La caccia selvaggia

Waldemar:
 Svegliatevi, valorosi sudditi
 Del re Waldemar!
 Cingetevi al fianco
 la spada coperta di ruggine,
 prendete dalla chiesa
 gli scudi polverosi,
 dipinti con grigie, tremende, figure.
 Animate le putride carcasse dei vostri destrieri,
 adornatele con finimenti dorati,
 e spronatele ai fianchi:
 siete tutti chiamati nella città di Gurre,
 oggi i morti si mettono in marcia!
 
Contadino:
 I coperchi delle bare
 Si scuotono e sbattono,
 un suono di pesante galoppo
 s'avvicina nella notte.
 Zolle di prato  sembrano rotolare giù dalla collina,
 sopra le tombe
 risuona il tintinnio dell'oro!
 Strepiti e cigolii
 s'odono  nella sala d'armi,
 vecchi ordigni di guerra vengono spostati,
 dalla soglia del cimitero si sente un fragore di pietre,
 sparvieri volteggiano
 e stridono sopra la torre, 
 la porta della chiesa si apre e si chiude!
 
Uomini di Waldemar:
 Olà!
 
Contadino:
 Passano da qui!
 Presto nascondiamoci!
 Mi faccio subito 
 tre segni di croce,
 per la mia gente, per la casa,
 per i cavalli e il bestiame;
 tre volte il nome di Cristo pronuncio,
 che il seme nei campi rimanga protetto.
 E pure le braccia sul petto tengo incrociate 
 là dove il signore ha patito
 le sante ferite,
 potrò da me tenere lontani
 terrori  notturni,
 colpi di elfi e minacce di gnomi.
 E ancora con ferri e con pietre,
 la porta voglio sbarrare
 così che il male 
 non possa più entrare.
 
Uomini di Waldemar:
 Sia reso il saluto a te, o re, sulla spiaggia di Gurre!
 Andremo ora cacciando per l'isola!
 Olà!
 A lanciare frecce da archi senza corda,
 con le orbite vuote per occhi e mani di scheletro,
 per colpire il fantasma d'un cervo,
 in modo che rugiada scorra dalla ferita.
 Olà! I corvi sul campo di battaglia ci fanno compagnia,
 sulle cime dei faggi galoppano i destrieri,
 Olà!
 Così andiamo a caccia, secondo una saga assai nota, 
 Per tutte le notti fino al giorno del giudizio.
 Olà! Orsù cani! Forza destrieri!
 Per poco tempo dura la caccia!
 Ecco il castello, come era una volta!
 Olà!
 La biada di Loke datela a rozze giumente,
 noi dalla gloria antica trarremo nutrimento.
 
Waldemar:
 Con la voce di Tove il bosco stormisce,
 con gli occhi di Tove sembra osservarmi il lago,
 con il sorriso di Tove rilucono le stelle,
 si gonfia la nube come il suo seno di neve.
 Si sforza ogni mio senso di possederla,
 e lottano i pensieri per coglierne l'immagine.
 Ma Tove è qui, Tove e là,
 Tove è lontana, Tove è vicina.
 Tove, sei proprio tu che, come per  magia,
 allo splendore del lago e della foresta rimani legata?
 Il mio cuore morto, si gonfia e si dilata,
 Tove, Tove,
 Waldemar solo per te si strugge!
 
Il buffone Klaus:
 "Uno strano uccello è l'anguilla,
 in prevalenza vive nell'acqua,
 ma con il chiaro di luna
 di tanto in tanto
 sulla riva si insedia"
 Questo ho cantato spesso
 agli ospiti del mio signore,
 ma adesso questo si adatta meglio
 a me stesso.
 Io non posseggo nemmeno una casa
 e in perfetta semplicità passo la vita
 senza invitare nessuno
 e non facendo chiasso o baldoria,
 e tuttavia mi sta consumando
 qualche sfacciato folletto,
 e così non ho più niente da offrire,
 che lo voglia oppure no,
 eppure -- farei dono
 del mio riposo notturno,
 a chi sapesse spiegarmi il motivo,
 per cui a mezzanotte, ogni volta,
 mi tocca girare a questo stagno intorno.
 Che Palle Glob ed Erik Paa
 facciano lo stesso, me lo spiego così:
 non fecero parte della pia gente;
 ora con i dadi stanno a giocare,
 seppure a cavallo,
 in un posto freddissimo,
 ben lontani dal focolare,
 fin quando giungeranno all'inferno.
 E il re,
 che non ci sta più con la testa,
 non appena stridono le civette,
 invoca di continuo una fanciulla,
 ormai morta da giorni e anni,
 anche lui si merita questo
 e giustamente deve andare errando a caccia.
 Perché è sempre stato molto brutale,
 e in ogni caso occorreva prudenza
 e un occhio vigile per evitare i pericoli,
 ché lui stesso ha fatto il buffone di corte, 
 al cospetto del grande signore
 che al di là della luna ha dimora.
 Ma io, che credevo che nella tomba
 avrei goduto di quiete assoluta,
 e che lo spirito restasse presso la cenere,
 lì certamente trovando pace,
 raccolto in silenzio per quella gran festa di corte,
 in cui, come dice fratello Knut,
 suoneranno le trombe,
 e noi beati, molto lieti e contenti,
 i peccatori, come capponi, metteremo sotto i denti --
 Ah, che invece mi tocchi sopra un cavallo
 con il naso in direzione della coda,
 correre stanco morto a rotta di collo,
 se non fosse che ormai il momento è passato,
 ché ormai morto io sono, mi sarei già impiccato. 
 E tuttavia come sarà dolce,
 alla fine, gustare
 la gioia di essere trasportato in cielo!
 E' vero, dei miei peccati è lungo l'elenco,
 ma della maggior parte posso dirmi redento!
 Chi la nuda verità ha rivestito ?
 Chi per questo, a sua disgrazia, fu bastonato?
 Sì, se ci fosse ancora giustizia,
 di entrare in cielo dovrebbe essermi data grazia ...
 E che Dio allora perdoni sé stesso.
 
Waldemar:
 Tu giudice severo che lassù dimori
 e che ridi dei miei dolori,
 quando quel giorno verrà
 in cui dalle ossa si risorgerà,
 fissati bene ciò nella mente:
 io e Tove resteremo uniti per sempre.
 Non strappare perciò le anime nostre,
 all'inferno la mia, la sua nei cieli,
 ché altrimenti raccoglierò le mie forze,
 annienterò la tua guardia di angeli
 e con tutti i miei selvaggi guerrieri
 andrò a caccia anche nel regno dei cieli.
 
Uomini di Waldemar:
 Il gallo alza la testa per cantare,
 già tiene il giorno nel becco,
 e inizia a grondare dalla nostra spada,
 rossa di ruggine, la mattutina rugiada.
 Il tempo è ormai trascorso!
 Dall'orlo spalancato ci chiama il sepolcro,
 e la terra indietro risucchia
 questo mistero che la luce fugge.
 Sprofondate! Sprofondate!
 Della vita ritorna
 lo splendore e il potere,
 ricco di azioni e di cuori palpitanti,
 noi invece apparteniamo alla morte,
 al dolore e alla morte.
 Alla tomba! Alla tomba!
 Nella quiete di sogni gravida,
 oh potessimo soltanto in pace
 trovare riposo!


IMPORTANT NOTE: The material directly above is protected by copyright and appears here by special permission. If you wish to copy it and distribute it, you must obtain permission or you will be breaking the law. Once you have permission, you must give credit to the author and display the copyright symbol ©. Copyright infringement is a criminal offense under international law.

3b.

Language: Italian (Italiano) after the German (Deutsch)

Authorship

  • Translation from German (Deutsch) to Italian (Italiano) copyright © 2008 by Ferdinando Albeggiani, (re)printed on this website with kind permission. To reprint and distribute this author's work for concert programs, CD booklets, etc., you may ask the copyright-holder(s) directly or ask us; we are authorized to grant permission on their behalf. Please provide the translator's name when contacting us.

    Contact:

    licenses (AT) lieder (DOT) net
    (licenses at lieder dot net)



Based on
Based on

Go to the single-text view


Caccia selvaggia del vento estivo
 Signor Farinaccio, signora Potentilla, inchinate presto i vostri steli e fiori,
 sta per avere inizio la caccia selvaggia del vento estivo.
 Volano i moscerini impauriti
 nel boschetto in mezzo ai canneti,
 nel lago il vento ha inciso i suoi segni argentati.
 Qual che accadrà sarà peggio di quanto potevate pensare;
 Uh! Che risata orribile si leva tra le foglie del faggio!
 Ecco, la lucciola traccia rosse lingue di fuoco,
 e la pesante bruma dei prati getta un'ombra pallida e smorta!
 Come è tutto un ondeggiare e vibrare!
 E un risuonare e un cantare!
 Tra le spighe batte lamentoso il vento,
 e il campo di grano trema gemendo. 
 Il ragno dipana il suo filo con le sue lunghe zampe,
 lacera il vento ciò che ha intessuto.
 Par di sentire la rugiada che cola giù a valle,
 mentre le stelle sembrano dileguarsi scivolando;
 La farfalla fugge con un fruscio fra le siepi,
 le rane spiccano un salto verso i più umidi recessi.
 Silenzio! Cosa mai vuole ora il vento?
 Quando scuote le foglie appassite,
 non fa che cercare ciò che troppo presto è finito;
 le corolle che, a primavera, furono biancocelesti,
 fugaci sogni estivi dei campi -  
 ormai da tempo non sono che polvere!
 Ma ora il vento è più in alto sugli alberi
 si agita ora in più luminosi spazi,
 ché lassù, come in un sogno squisito,
 pensa ci siano pure dei fiori!
 E con singolari suoni,
 frammezzo alle chiome frondose,
 saluta ancora una volta la loro slanciata bellezza.
 Osserva! Anche questo ora è passato.
 Sopra un sentiero d'aria un vortice spira, libero,
 verso lo specchio lucente del lago,
 e là, nella danza incessante dei flutti,
 nel fulgore riflesso delle pallide stelle,
 si culla dolcemente placandosi.
 Come d'un tratto è calato il silenzio!
 Ah, tutto era luminoso e chiaro!
 Oh vola via dalla corolla, piccola coccinella,
 e chiedi alla tua bella compagna la vita e la luce del sole.
 Già danzano le onde presso la scogliera,
 già in mezzo all'erba scivola l'iridescente lumaca,
 stormi di uccelli si muovono nella foresta,
 i fiori scrollano via la rugiada dalla loro lanugine
 e si volgono verso la luce del sole.
 Ridestatevi, ridestatevi, o fiori, alla gioia!
Coro misto:
 Guardate il sole, con i suoi colori, ai confini del cielo
 sogno mattutino che ad oriente saluta.
 Si leva sorridente
 dai flutti notturni,
 e lascia che dalla sua fronte luminosa
 si stacchino raggi di seducente splendore.


IMPORTANT NOTE: The material directly above is protected by copyright and appears here by special permission. If you wish to copy it and distribute it, you must obtain permission or you will be breaking the law. Once you have permission, you must give credit to the author and display the copyright symbol ©. Copyright infringement is a criminal offense under international law.

Gentle Reminder
This website began in 1995 as a personal project, and I have been working on it full-time without a salary since 2008. Our research has never had any government or institutional funding, so if you found the information here useful, please consider making a donation. Your gift is greatly appreciated.
     - Emily Ezust

Browse imslp.org (Petrucci Music Library) for Lieder or choral works