Versi d’angoscia, rime di dolore, di ricordanze pie, di sdegno e d’ira mestamente fluitemi dal core, dal mio pover cor ch’invan sospira, ite, n’andate pur nunzie d’amore cola’ ove Fame squallida s’aggira; ov’e’ un meschin che langue, ed un che muore; sul patibol del martire che spira. E, se talor di mordervi s’attenta qualche pasciuto critico gaudente, ditegli: Noi nascemmo a luce spenta, noi ‘l grido siam de la sepolta gente, di chi per voi sotterra suda e stenta, e, paria invendicato, muor sovente.
1. Nostalgie proletarie
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- by Efrem Bartoletti (1889 - 1961)
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- ENG English (Davide Zannoni) , "Proletarian Reminiscences", copyright ©, (re)printed on this website with kind permission
2. Alla luna
O mesta Luna, o pallido pianeta che l’ombre schiari co’ tuoi bianchi rai, irradia tu de l’anima irrequieta la vita piena di tormenti e guai. Tu, Solitaria, per la notte queta eterna incedi e non t’arresti mai; e, camminando verso la tua meta, muta risplendi, o Pellegrina, e vai. Vegli, bianca facella, e sol ti veli qualor le umane innumeri lordure giungono su a contaminare i cieli. Imperi, o Dea! Da l’alto le bassure scruti del Caos cui parte fosti, e sveli tutte de l’uom l’infamie e le sciagure.
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- by Efrem Bartoletti (1889 - 1961)
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- ENG English (Davide Zannoni) , "To the Moon", copyright ©, (re)printed on this website with kind permission
3. Il mattino del minatore
Quando al mattino i corni urlanti in coro fanno a l’orecchio orribile armonia; e, ridestando gli umili paria, ridestan l’ansia del febril lavoro, io, stanco, lascio il duro letto e ignoro se coricarmi dato ancor mi fia: mi vesto e mangio, e per la morta via che al fumigante mena angusto foro del sepolcro de’ vivi m’incammino penoso e mesto. L’anima ferita piange il suo fiero e tragico destino. E dico: Ecco la trista alterna vita del minator; discendere al mattino e non saper se a sera avvi un’uscita!
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- by Efrem Bartoletti (1889 - 1961)
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- ENG English (Davide Zannoni) , "The Miner’s Morning", copyright ©, (re)printed on this website with kind permission
4. Umbria
Tramonti d’oro e nitidi sereni pe’ cieli effusi di color di rose; sere incantate e paesaggi ameni, ricchi d’ulivi e d’alte querci ombrose. Valli feconde, ne’ cui dolci seni fuman le ville nel gran verde ascose; clivi ridenti ove, d’umor ripieni, veston grappoli vigne rigogliose. Monti ineguali, in cerchio digradanti, irti di faggi il pie’, nudi le vette; giulivi al suon de’ pastorali canti… Salve, Umbria mia, d’eccelse anime elette culla ridente! I colli tuoi festanti ognor sospiro e le tue molli aurette.
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- by Efrem Bartoletti (1889 - 1961)
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- ENG English (Davide Zannoni) , "Umbria", copyright ©, (re)printed on this website with kind permission