La pietra del paragone

Opera by Gioacchino Antonio Rossini (1792 - 1868)

Word count: 685

. Se di certo io non sapessi [sung text checked 1 time]

Se di certo io non sapessi  
che la donna è ingannatrice,
i lamenti di Clarice
mi farebbero pietà.
Pietà? pietà?... spropositi;
dove mi va la testa?
guai, se a pietà mi desta!
son fritto, come va.
Ah! non sedurmi, amore;
è giusto il mio rigore:
ah! non fia ver che in femmina
io sogni fedeltà.

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Set by by Gioacchino Antonio Rossini (1792 - 1868), 1812, first performed 1812
Researcher for this text: Andrew Schneider [Guest Editor]

. Chi è colei che s'avvicina? [sung text checked 1 time]

Chi è colei che s'avvicina?  
È una prima ballerina.
(finge che la ballerina parli ella stessa)
«Sul Teatro di Lugano
gran furor nel Solimano!»
(finge di prendere del denaro)
Mille grazie; siamo intesi;
il giornal ne parlerà.
Vien la mamma sola, sola.
(come sopra)
«Nel Traiano alla Fenice
gran furor la mia figliola!»
(come sopra)
Mille grazie; siamo intesi:
il giornal ne parlerà.
La Fiammetta col fratello,
altra prima sul cartello.
(come sopra)
Mille grazie; siamo intesi:
il giornal ne parlerà.
Ma la folla già s'accresce;
tutti udir non mi riesce.
Virtuosi d'ogni razza,
che ritornano alla piazza,
bassi, musici e tenori,
pappagalli e protettori:
osservate che scompiglio!
che bisbiglio qui si fa!
Largo, largo... ecco il maestro,
il maestro don Pelagio:
baci, amplessi... adagio, adagio...
ma chi è mai quest'altro qua?
È il poeta Faccia Fresca,
che non sa quel che si pesca.
Quante ciarle! Sì, signore,
voi farete un gran furore:
questa musica è divina:
più bel dramma non si dà.
Il poeta con le carte...
Il maestro con la parte...
Giusti dèi! che assedio è questo:
chi mi salva per pietà?

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. Il Conte Asdrubale [sung text checked 1 time]

Il Conte Asdrubale  
dolente e squallido
nella sua camera
si ritirò.

Forse il più barbaro
fra tutti gli astri
disastri insoliti
gli minacciò.

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. A caccia, o mio signore [sung text checked 1 time]

A caccia, o mio signore,  
poeta eccellentissimo:
se siete cacciatore,
tirate, e si vedrà.

(Pacuvio appoggia sgarbatamente il fucile ora alla spalla sinistra, ora alla destra)	
 
(ironicamente)
Ma bravo!... anzi bravissimo!
Gran preda si farà.
Gli uccelli andranno al diavolo
in piena sanità.

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. Quell'alme pupille [sung text checked 1 time]

Oh come il fosco impetuoso nembo  
ci separò!... Clarice, il Conte invano
chiamai sovente, e più l'altrui mi calse,
che il mio periglio... Or tutto è calmo, e solo
regna nel petto mio tempesta eterna.
La mia tiranna io mi figuro in braccio,
all'amico rival... sparsa le chiome...
pallida... ansante... e lui veder mi sembra,
che al sen la stringe... la conforta... e pasce
l'avido ciglio in quella,
fatta dal pianto e dal timor più bella.

 	
Quell'alme pupille  
io serbo nel seno:
ma un guardo sereno
non hanno per me.
Deh! amor, se merita
da te mercede
la sempre candida
mia lunga fede,
fa' ch'io dimentichi
sì gran beltà.
Tu fosti origine
del mio dolor:
tu l'opra barbara
correggi, amor.

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. Pubblico fu l'oltraggio [sung text checked 1 time]

Pubblico fu l'oltraggio  
sia pubblica la pena,
chi m'insultò, più saggio
in avvenir sarà.

Ch'io castigai l'altero,
sia noto al mondo intero:
è la vendetta un sogno
quando nessun lo sa.

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. Ah! se destarti in seno [sung text checked 1 time]

(a Clarice)
Ah! se destarti in seno    
per me pietà non senti,
lascia ch'io speri almeno
dall'idol mio pietà.
(a Giocondo)
Caro amico, ah! tu lo vedi...
ah! di me che mai sarà?
(a Clarice)
Al mio duol se tu non cedi,
mostro sei di crudeltà.
(all'uno e all'altra)
Non vedrò mai più Clarice:
e fia vero?... oh me infelice!
(a Clarice fissando in lei lo sguardo)
Le sembianze in te ravviso:
il tuo volto in due diviso
m'innamora, e orror mi fa.
Più bramar non so che morte;
altra spema a me non resta:
l'ora estrema, oh dio! fu questa
della mia felicità.

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. Se per voi le care io torno [sung text checked 1 time]

Se l'itale contrade,  
che in fanciullesca etade
abbandonai, preme il mio piè; se vidi
il ciel natio; se dell'amata suora
sulle stanche pupille io tersi il pianto,
valorosi compagni, è vostro il vanto.

(ai soldati)
Se per voi le care io torno  
patrie sponde a vagheggiar,
grato a voi di sì bel giorno
il mio cor saprò serbar.

CORO DI SOLDATI
L'esempio, il tuo periglio
a noi servi di sprone;
né bomba, né cannone
potevaci arrestar.
	
CLARICE
Viva il desio di gloria,
che all'alme amar non vieta:
ciascuno con me ripeta:
«Marte trionfi, e Amor».
(Sotto l'intrepida
viril sembianza
sento a risorgere
la mia speranza:
tra i dolci palpiti
s'infiamma il cor.)
	
CORO

Qual volto amabile!
vivace e nobile!
Che ardir magnanimo
gl'infiamma il cor!

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