Il barbiere di Siviglia

Opera by Giovanni Paisiello (1740 - 1816)

Word count: 401

1. Ecco, l'ora s'avvicina [sung text checked 1 time]

Ecco, l'ora s'avvicina  
di veder la mia Rosina
ov'è solita venir.
Non vorrei che qualcheduno
mi vedesse in queste spoglie...
ma s'appressa un importuno
che impedisce il mio gioir.

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3. Scorsi già molti paesi [sung text checked 1 time]

Scorsi già molti paesi:  
in Madrid io debuttai,
feci un'opera, e cascai;
e col mio bagaglio addosso
me ne corsi a più non posso
in Castiglia e nella Mancia,
nell'Asturie, in Catalogna;
poi passai nell'Andalusia,
e girai l'Estremadura,
come ancor sierra Morena:
ed in fin nella Galizia;
in un luogo bene accolto,
in un altro in lacci avvolto;
ma però di buon umore,
d'ogni evento superior.

(mentre Figaro canta l'aria, il Conte guarda 
con attenzione verso la finestra della casa di Bartolo)

Col sol rasoio,
senza contanti,
facendo barbe
tirai avanti;
or qui in Siviglia
fo permanenza
pronto a servir
vostra eccellenza;
se pur io merito
un tant'onor...

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8. La calunnia, mio signore [sung text checked 1 time]

La calunnia, mio signore,    
non sapete che cos'è?
Sol con questa a tutte l'ore
si può far gran cose, affé.
Questa qui, radendo il suolo,
incomincia piano piano;
e del volgo il vasto stuolo
la raccoglie, e rinforzando
passa poi di bocca in bocca,
ed il diavolo all'orecchie
ve la porta, e così è.
La calunnia intanto cresce,
s'alza, fischia, gonfia a vista:
vola in aria, e turbigliona,
lampeggiando stride e, tuona;
e diviene poi crescendo
un tumulto universale,
come un coro generale,
e rimedio più non v'è

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  • ENG English (Andrew Schneider) , "Calumny, good sir", copyright © 2019, (re)printed on this website with kind permission

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9. Veramente ho torto, è vero [sung text checked 1 time]

Veramente ho torto, è vero:    
quando un dito s'è bruciato,
coll'inchiostro risanato
egli è certo ch'esser può.
Se una penna tinta resta,
fu cagion che su la vesta
nuovo fior si disegnò.
Se di carta un foglio manca,
voi mi dite molto franca
ch'alla figlia del barbiere
un cartoccio pien di dolci
in quest'oggi si mandò.
Ma il dito è nero,
la penna è tinta,
il foglio manca:
le vostre scuse
mai crederò.
Un'altra volta,
quando ch'io sorto,
con catenacci
e più lucchetti,
a cento chiavi
vi chiuderò.

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11. Giusto ciel, che conoscete [sung text checked 1 time]

Giusto ciel, che conoscete    
quanto il cor onesto sia,
deh, voi date all'alma mia
quella pace che non ha.

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  • ENG English (Andrew Schneider) , "Merciful heaven, you know", copyright © 2018, (re)printed on this website with kind permission

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13. Già riede primavera

Note: this is a multi-text setting


Già riede primavera
col suo fiorito aspetto;
già il grato zeffiretto
scherza fra l'erbe e i fior.

Tornan le frondi agli alberi,
l'erbette al prato tornano;
sol non ritorna a me
la pace del mio cor.

[ ... ]

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Io piango afflitta, e sola,
misera pastorella,
non la perduta agnella,
ma il pastorel Lindor.

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Stage directions after the above text in Paisiello's music:

Ascoltando l'aria, Bartolo s'addormenta. Il Conte nel ritornello 
s'azzarda di prendere una mano di Rosina e di baciarla. 
L'emozione rallenta a Rosina la voce, che s'indebolisce 
e termina per mancarle in mezzo alla cadenza. L'orchestra 
segue il movimento della cantatrice e si tace.	
Alla mancanza del suono e del canto, Bartolo si risveglia 
e Rosina ripiglia l'aria.

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14. Vuoi tu, Rosina [sung text checked 1 time]

(nel tempo del ritornello egli cerca grattandosi la testa,
e poi canta, facendo le castagnette colle dita, e ballando sui
ginocchi, come fanno i vecchi)

Vuoi tu, Rosina,  
far compra fina
d'un bello sposo,
che merti, o cara,
tutto l'amore?
Tirsi non sono,
ma ancor son buono,
ed io ti giuro,
quando fa scuro
han tutti i gatti
un sol colore:
dunque, mia cara bella,
prendi questo mio core.

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