LiederNet logo

CONTENTS

×
  • Home | Introduction
  • Composers (20,513)
  • Text Authors (20,327)
  • Go to a Random Text
  • What’s New
  • A Small Tour
  • FAQ & Links
  • Donors
  • DONATE

UTILITIES

  • Search Everything
  • Search by Surname
  • Search by Title or First Line
  • Search by Year
  • Search by Collection

CREDITS

  • Emily Ezust
  • Contributors (1,121)
  • Contact Information
  • Bibliography

  • Copyright Statement
  • Privacy Policy

Follow us on Facebook

Musiche Varie a Voce Sola - Libro Secondo

by Benedetto Ferrari (c1603 - 1681)

Score: IMSLP (external link)

1. Amanti io son ferito
 (Sung text)

Language: Italian (Italiano) 
Amanti io son ferito
e chi ferito m'ha
femina è stata priva di pietà
mi fè piaga nel sen così mortal
ch'io non spero mai più di risanarla
ah che s'io vuò curarla
vie più s'inaspra e mi tormenta il mal
hor (lasso) m'avvegg'i
o che far non san duo begl'occhi strali
se non colpi mortali
e sdegna bella Donna
se rivolgend' il viso
non rubba un'alma o non ha un cor conquiso
misero ove n'andrò
io mi rivolgo a voi ombre ed horrori
poich'i raggi del Sol struggono i cori.

Ohimè ch'io vengo meno
e la bella crudel
mi danna al centro, e non mi vuol in ciel;
niun per me mercè chiami; ch'ascoltar
non si soglion in ciel doglie, o tormenti;
pianto, sospir non tenti,
che per procelle egli è più fiero il mar;
mi contento morire,
acciò sia la crudel più celebrata,
o che fin sotterra è amata;
e per far noto all'ombre
ch'un sol fra lor mi spinse,
e ch'una Dea di propria man m'estinse;
misero; hor ecco il fin
d'un sensuale amante, in mar d'amore
non solca mai, che non naufraghi un core.

Text Authorship:

  • by Benedetto Ferrari (c1603 - 1681)

Go to the general single-text view

Researcher for this page: Iain Sneddon [Guest Editor]

2. Scrivete la dentro a que fogli eterni
 (Sung text)

Language: Italian (Italiano) 
Scrivete la dentro a que fogli eterni
sia carta il cielo e sillaba ogni stella
uno ch'ama quaggiù Lidia la bella
non cura del destin leggi o governi
D'un alma regolar gli affetti interni
tenta ben sempr' invan sorte rubella
perché non sia d'amor serva ed ancella
possono ben multiplicar gl'inferni
Questo d'amor dolcissimo tormento
così adormenta il core innamorato
ch'io fatto sasso altri flagel non sento.
S'armi d'orgoglio alla mia morte il fato
disperga tutta la mia polve il vento
che s'ho Lidia cortese io son beato.

Text Authorship:

  • by Anonymous / Unidentified Author

Go to the general single-text view

Researcher for this page: Iain Sneddon [Guest Editor]

3. Donna t'inganni se mi credi amante
 (Sung text)

Language: Italian (Italiano) 
Donna t'inganni se mi credi amante
ch'all'altrui spese appresi
quanto costa l'amar Donna incostante
s'esser de cori fai nume bugiardo
anch'io so finger un sospiro e un guardo
vanne misera vanne
Donna accorta non è
s'al mondo crede fé.

So ben io che sia Donna, e tanto basti;
al giovar, al schernire
ha pasche voglie, e desideri vasti;
ma s'ella empia è d'amor, io son di fede,
e quanti ha lacci al crin, tant' ale ho al piede;
vanne misera vanne,
tu se tu, io son io,
tua sei tu, io son mio.

Nel giardino d'un volto ciò, che nasce
tutt'è spin, né conviti
del crud' amor poco di buon si pasce;
ma non curo de' fior, ape non sono,
le vivande d'amor ad altri io dono;
vanne misera vanne;
sol s'aspetta a un Signor
il penetrar un cor.

Text Authorship:

  • by Benedetto Ferrari (c1603 - 1681)

Go to the general single-text view

Researcher for this page: Iain Sneddon [Guest Editor]

4. Oh pazza ed insensata
 (Sung text)

Language: Italian (Italiano) 
Oh pazza ed insensata
ch'un fuggitivo amante
segui ogn'or disperata
ferma le piante
e non voler col ciel del volto bello
far beato un rubello
te non segue non fuggi
ei non t'ama e ti struggi?
lascialo star,
lascialo gir;
nel disamar
mai v'è martir.

Ah fa ch'a terra caggia
l'idol de' pensier tui,
che rischerne, ed oltraggia;
né far più noto altrui
che donna dal dover torce le ciglia,
e al suo peggio s'appiglia,
te non brama, e tu l'ami?
ei non sente, e tu 'l chiami?
lascialo star,
lascialo gir;
nel disamar
mai v'è martir.

Deh conosci te stessa;
che s'inalza di rado
mole abbattuta, e oppressa;
non t'allunga dal guado,
che nell' onde d'amor spietate, e felle
sempre regnan procelle;
te non cura, e ti lagni?
egli ride, e tu plagni?
lascialo star,
lascialo gir;
nel disamar
mai v'è martir.

Text Authorship:

  • by Benedetto Ferrari (c1603 - 1681)

Go to the general single-text view

Researcher for this page: Iain Sneddon [Guest Editor]

5. Quando prendon riposo
 (Sung text)

Language: Italian (Italiano) 
Quando prendon riposo
i miseri mortali
all'hor mesto e doglioso
vò piangendo i miei mali
quand'altri sì tranquilla
fra le morbide piume
io vò cercando Lilla
e de' begli occhi il lume.
Hai che bramo oh desio se non si suole
fra le tenebre mai veder il Sole.

Chiuso è l'albergo amato,
et io son qui di fore;
per pietà del mio stato,
spezza quei sassi amore?
fa, ch'io giunga a quel letto
ove Lilla s'annida;
vegga 'l trafitto petto,
oda l'alte mie strida;
ahi che chieggio, o vogl'io, s'in cielo mai
non si ponno portar ferite, o guai.

Lasso; che far degg'io?
più tosto che partire,
s'io non veggo il ben mio,
vuò qui proprio morire;
ma la cruda per questo
non si muove, o risente,
ed io qui 'ntanto resto
solitario, e dolente;
ahi che giunto nel cielo i Dei sospiro,
e nei regni del Sol il Sol non miro.

Partite ombre rubelle,
notte per me non fai;
non curo le tue stelle,
vuò del mio Sole i rai;
ma sorda, quanto nera
viè più d'ombre t'ammanti,
e vai schernendo altera
i miei dogliosi pianti;
ahi notte avversa alle dolcezze mie,
chieggio de' torti tuoi giustizia al die.

Text Authorship:

  • by Benedetto Ferrari (c1603 - 1681)

Go to the general single-text view

Researcher for this page: Iain Sneddon [Guest Editor]

6. Eccovi il cor oh bella
 (Sung text)

Language: Italian (Italiano) 
Eccovi il cor oh bella
feritel pur con l'una e l'altra stella
e s'il suo fin vi spiace
lasciatelo morir ch'ei more in pace.

Femina nel mirare
può far delle dolcezze al ciel volare
occhi scoccate il telo,
fatemi venir men, ch'io vado al cielo.

Simili ai dolci favi
provo i colpi, in mirarvi, e piu soavi,
l'esser da voi anciso
e come vita haver in paradiso.

L'anima sol m'offende,
ch'ad ogni volto il tempo insidie tende;
Lilla, habbi senno; al fine
ogni vago giardin copron le brine.

Text Authorship:

  • by Benedetto Ferrari (c1603 - 1681)

Go to the general single-text view

Researcher for this page: Iain Sneddon [Guest Editor]

7. Che si pensa costei
 (Sung text)

Language: Italian (Italiano) 
Che si pensa costei
accender alma fredda e canuta?
esser amata amante!
stolta se crede il livido sembiante
nel bel regno d'amor ornar di palme.

Perdute 'l mar del sen le belle calme
farassi un core per solcarlo avante
bianco crin occhio lippo e piè tremante
legar strugger fermar porta le salme.

Fuggonsi i volti da l'Etate oppressi
né sia giammai (se di sé non è fuori)
che a cadente edificio alcun s'appressi.

Forsennata ch'ella è col crin senz' ori
crede baci comprar con rughe amplessi
e al sepolcro vicin pensa a gl'amori.

Text Authorship:

  • by Benedetto Ferrari (c1603 - 1681)

Go to the general single-text view

Researcher for this page: Iain Sneddon [Guest Editor]

8. Amor io mi ribello
 (Sung text)

Language: Italian (Italiano) 
Amor io mi ribello
dal tuo spietato impero
dal tuo registro fero
il nome mio cancello
e quella fé c'ho dedicato al sempre
di seguir bella sì ma ria fanciulla
a lui ritolgo ed hor consacro al nulla.

Non temo il tuo valore,
ragion schermo mi face;
m'assicura la pace
dal grave tuo furore;
sdegno mi guarda, e mi difende invitto;
mi dichiaro (in tuo scorno o sorte rea)
inimico d'un Dio, e d'una Dea.

Maledirti vorrei
nume, che l'alme infesti,
ma non vuò, né saprei,
maledir i celesti,
pur desio maledir chi m'ha piagato;
dirò, frenando il mio rubel pensiero,
maledetto sia l'arco, e non l'arciero.

Text Authorship:

  • by Benedetto Ferrari (c1603 - 1681)

Go to the general single-text view

Researcher for this page: Iain Sneddon [Guest Editor]

9. Il baciarti la fronte
 (Sung text)

Language: Italian (Italiano) 
Il baciarti la fronte
è sciapita dolcezza
fa torto alla bellezza
è delle madri affetto
e dei Padri diletto.
Ma quel bacio ch'il cor e l'alma tocca
vuol trionfar vipereggiando in bocca.

Il baciarti i begli occhi,
anzi soli vivaci
è un abbagliar i baci
e in periglioso gioco
fidar le labbra al foco;
Ma quel bacio, ch'il cor, e l'alma tocca
vuol trionfar vipereggiando in bocca.

Dunque porgimi (Oh Lilla)
quei spiranti rubini
quei coralli divini;
quei soavi cinabri,
quegli amorosi labri;
e mentr' amore in me suoi dardi scocca
in un bacio il mio cor ti spiri in bocca.

Text Authorship:

  • by Benedetto Ferrari (c1603 - 1681)

Go to the general single-text view

Researcher for this page: Iain Sneddon [Guest Editor]

10. Voglio di vita uscir
 (Sung text)

Language: Italian (Italiano) 
Voglio di vita uscir, voglio che cadano
Quest'ossa in polve e queste membra in cenere,
E che i singulti miei tra l'ombre vadano,
Già che quel piè ch'ingemma l'herbe tenere
Sempre fugge da me, ne lo trattengono
I lacci, ohimè, del bel fanciul di Venere.
Miei sensi del sepolcro all' orlo vengono,
E dalla vita quasi s' accongedano
Poi ch'un sol pegno di mercè non tengono.

Vo che gl'abissi il mio cordoglio vedano,
E l'aspro mio martir le furie piangano,
E che i dannati al mio tormento cedano.
A Dio crudel, gli orgogli tuoi rimangano
A crudelir con altri. A te rinuncio,
Né vo' più che mie speme in te si frangano.
S'apre la tomba, il mio morir t'annuncio.
Una lagrima spargi, et alfin donami
 ... 
E s'amando t'offesi, homai perdonami.

Text Authorship:

  • by Anonymous / Unidentified Author

See other settings of this text.

Available translations, adaptations or excerpts, and transliterations (if applicable):

  • ENG English (Elizabeth Baber Weaver) , "I want to depart this life", copyright © 2008, (re)printed on this website with kind permission
  • FRE French (Français) (Guy Laffaille) , "Je veux quitter la vie", copyright © 2019, (re)printed on this website with kind permission

Researcher for this text: Emily Ezust [Administrator]

11. Lilla ver la foresta s'incamina
 (Sung text)

Language: Italian (Italiano) 
Lilla ver la foresta
s'incamina festosa,
dolente intanto resta
ogni anima amorosa
Oh vaghezza insensata?
Da la Reggia del cor passa a le selve
lascia gli amanti e va a trovar le belve.

Lieto l'attende il colle,
per fiorir all' arrivo;
per mirarla s'estolle
l'elce, il faggio, e l'olivo;
La frondosa famiglia
tutta gioisce, e riverente cole
fatto rustico il ciel, selvaggio il Sole.

Amanti non curiamo
gli allontanati rai,
per cui spesso versiamo
pianti, sospiri, e lai,
stiasi Lilla fra glebe,
che lice a una bellezza aspra, ed alpina
stanza selvaggia, e compagnia Ferina.

Text Authorship:

  • by Benedetto Ferrari (c1603 - 1681)

Go to the general single-text view

Researcher for this page: Iain Sneddon [Guest Editor]

12. Invan speri oh bella Clori
 (Sung text)

Language: Italian (Italiano) 
Invan speri oh bella Clori
di schermir del tempo i danni
tu t'inganni
sono lampi i tuoi splendori
ch'ogni più vago fior del tuo bel viso
tosto cadrà reciso.

Se tu credi a gli argomenti
del tuo volto superbetto,
io t'aspetto
che dogliosa un dì ti penti;
quel raggio, in cui se' bella oltre misura
risplende, ma non dura.

Dunque pria ch'imbianchi il crine
ammollisci i tuoi pensieri;
coi piaceri
fa riparo alle ruine,
che se passi in rigor l'età fiorita
tu piangerai pentita.

Text Authorship:

  • by Benedetto Ferrari (c1603 - 1681)

Go to the general single-text view

Researcher for this page: Iain Sneddon [Guest Editor]

13. Cielo sia con tua pace
 (Sung text)

Language: Italian (Italiano) 
Cielo sia con tua pace
al soave peccato
d'idolatrar colei che m'ha piagato
torno più che mai saldo e pertinace
minacciami pur stenti e morte e fossa,
io son di carne ed ossa.

Non è stimato errore
d'anima a te ribelle
mirar il Sol e vagheggiar le stelle.
Perché dunque farà peccato amore
che mirando due stelle in un bel viso
lo crede un Paradiso.

Lilla, che farò mai?
Odiarti? Ohimè non sia
sì ingrata contro te l'anima mia
che si fa bella del tuo Sol a' rai
faccian gli uffici lor gli horrendi abissi
quello ch'io scrissi io scrissi.

Ma, s'io ben penso (oh cruda)
per te che m'avveleni
sprezzo del ciel i fulmini e i baleni
e consento ch'Averno in sé mi chiuda
son fastidito homai d'insidie e d'arti
no ch'io non voglio amarti.

Da la mia mente cada
l'idolo tuo che diede
sempr' al mio lagrimar scarsa mercede
non voglio contr' il ciel brandir la spada
caduco al fin è 'l tuo corporeo velo
fratel del sempre è 'l cielo.

Rompo catene e nodi
delle fiamme mal nate
spargo al vento le ceneri gelate
né vuò che tua beltà mai più m'annodi
restati resta pur infido sesso
io son Re di me stesso.

Ohimè Giove? Ohimè Lilla?
Mancar l'alma io mi sento
ahi quant' è stolto il braveggiar al vento
al martellar il cor sembra una squilla
disperati e confusi sensi miei
vorrei e non vorrei.

Text Authorship:

  • by Giovanni Francesco Busenello (1598 - 1659)

Go to the general single-text view

Researcher for this page: Iain Sneddon [Guest Editor]

14. Lingua di Donna
 (Sung text)

Language: Italian (Italiano) 
Lingua di Donna mentitrice amata
allor più fere e punge
quando più dolce ti lusinga e t'unge.
Così cantando ahi dura sorte avviene
ch'ingannino i nocchier l'empie Sirene.

De' vaghi fiori d'un leggiadro viso
gioisce chi gli mira,
ma poi sovente ancor piange, e sospira;
così la rosa porporina, e vaga
coll' odor giova, e colle spine impiaga.

Del mar d'un seno il margine diletta,
ma chi lo varca in tanto
da duo scogli d'avorio è rotto, e franto;
così allertando la maritim' onda
spezza le navi, e i naviganti affonda.

Sia bello un viso, non sarò sì stolto,
ch'io mi rivolga al lume,
et all'arbitrio mio arda le piume;
io so ch'il ciel, che tanto ne diletta
implacabil ancor tuona, e saetta.

Text Authorship:

  • by Benedetto Ferrari (c1603 - 1681)

Go to the general single-text view

Researcher for this page: Iain Sneddon [Guest Editor]

15. Queste pungenti spine
 (Sung text)

Subtitle: Cantata spirituale

Language: Italian (Italiano) 
Prima Parte
Queste pungenti spine
che ne' boschi d'abisso
nodrite ed allevate
affliggono trafiggono
oh crudeltate
il mio Signor e Dio
son saette divine
che col foco del cielo
addolcite e temprate
allettano dilettano
oh gran pietate
il cor divoto e pio.
E tu anima mia
non sai che sia dolore
ancor non senti amore?

Seconda Parte
Ahi miserella ascolta
i tuoi vani diletti
i piaceri i contenti
inducono conducono
oh pene oh stenti
te stessa al cieco inferno
deh sì mira una volta
del tuo celeste amante
le ferite e i tormenti
che chiamano richiamano
oh dolci accenti
te stessa al ciel eterno.
E pure anima mia
non sai che sia dolore
ancor non senti amore?

Terza Parte
Stolta che fai? che pensi?
il tuo Giesù tradito
il tuo Giesù piagato
si lacera si macera
ohimè che stato
solo per darti vita
e tu ingrata
i sensi ogn'hor
più cruda induri
sei di cor sì spietato
sì rigido sì frigido
oh stelle oh fato
che non procuri aita?
ben veggio anima mia
non sai che sia dolore
ancor non senti amore?

Ultima Parte
Così dunque vivrai
senz'amor senza duolo
no no rivolgi il core
pieghevole piacevole
oh buon fervore
a sì gravi martiri
e riverente homai
pentita e lagrimosa
manda dal petto fuore
caldissimi dolcissimi
d'amor sensi e sospiri.
Così anima mia
saprai che sia dolore
intenderai amore.

Text Authorship:

  • by Ottavio Orsucci ( flourished 1630s )

Go to the general single-text view

Researcher for this page: Iain Sneddon [Guest Editor]

16. Amar io ti consiglio
 (Sung text)

Subtitle: Dialogo a 2. Fileno, e Lidia.

Language: Italian (Italiano) 
Fileno:
Amar io ti consiglio bellezza senz'affetto
ch'inutil luce che sol tormenti adduce
pompa d'un volto è un infiammato core
Lidia bella non sei se fuggi amore.

Lidia:
Fileno interessato il dar altrui consiglio
ch'un porti aiuto consigliero saputo?
S'io amassi un dì tu gioiresti inante
che perch'amante sei mi cerchi amante.

Fileno:
Chiedilo a chi tu vuoi
ch'un bel volto è men bel senza chi l'ama
beltà s'adora e brama
a desolato Altar senza Devoti
non s'offre incenso e non s'appendon voti.

Lidia:
Son bugiardi son vani d'un cor divoto
interessati i pianti piangon per sé gli amanti
sono bugie l'idolatrie gli affetti
chi si pasce di fumo incenso aspetti.

Fileno:
Beltà pompa divina vuol ferve l'alme
e si soggetta i cori son sue prede gl'amori
ma se 'l raggio del bel non v'è chi adesca
diede natura vana inutil esca.

Lidia:
Stravaganti chimere fiamme d'opinion
lacci di nome sono gl'occhi e le chiome
le prede in noi son perdite e ruine
toccan a voi le rose e a noi le spine.

Fileno:
Ha rose il tuo bel volto
rosa beltà caduca è fragil fiore
ch'anco non colto more
così crudel mentre t'induri ai preghi
doni a l'età ciò ch'all'amante neghi.

Lidia:
Se rosa è la bellezza
l'età che me la diede
anco la tolga chi la piantò la colga
vince il tempo sovran cose più belle
tramonta il Sole e cadono le stelle.
Lidia e Fileno

Fileno:
Amar dunque non vuoi?

Lidia:
No no ch'io non voglio

Fileno:
crudel rimanti ch'io riprendo i miei pianti
Lidia amor è un gran nume

Lidia:
Amor è un nome

Fileno:
ei farà vendetta

Lidia:
che farà? e come?

Text Authorship:

  • by Anonymous / Unidentified Author

Go to the general single-text view

Researcher for this page: Iain Sneddon [Guest Editor]
Total word count: 2324
Gentle Reminder

This website began in 1995 as a personal project by Emily Ezust, who has been working on it full-time without a salary since 2008. Our research has never had any government or institutional funding, so if you found the information here useful, please consider making a donation. Your help is greatly appreciated!
–Emily Ezust, Founder

Donate

We use cookies for internal analytics and to earn much-needed advertising revenue. (Did you know you can help support us by turning off ad-blockers?) To learn more, see our Privacy Policy. To learn how to opt out of cookies, please visit this site.

I acknowledge the use of cookies

Contact
Copyright
Privacy

Copyright © 2026 The LiederNet Archive

Site redesign by Shawn Thuris