Cinque sonetti di Michelagniolo Buonarroti

Song Cycle by Kaikhosru Sorabji, born Leon Dudley Sorabji (1892 - 1988)

Word count: 526

1. Tu sa, ch'io so, signor mie, che tu sai [sung text checked 1 time]

Tu sa, ch'io so, signor mie, che tu sai
Ch'i [veni]1 per goderti più da presso;
E sai ch'i' so, che tu sa' c'i' son desso:
A che più indugio a salutarci omai?
Se vera è la speranza che mi dai,
Se vero è 'l [buon]2 desio che m'è concesso,
Rompasi il mur fra l'uno e l'altro messo;
Chè doppia forza hann' i celati guai.
S'i' amo sol di te, signor mie caro,
Quel che di te più ami, non ti sdegni;
Che l'un dell'altro spirto s'innamora,
Quel che nel tuo bel volto bramo e 'mparo,
E mal compres' è degli umani ingegni,
Chi 'l vuol [veder]3, convien che prima mora.

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1 K. Sorabji: "vengo"
2 K. Sorabji: "gran"
3 K. Sorabji: "saper"

Research team for this text: Emily Ezust [Administrator] , Poom Andrew Pipatjarasgit [Guest Editor]

2. Non so se s'è la desïata luce [sung text checked 1 time]

Non so se s'è la desïata luce
Del suo primo fattor, che l' alma sente;
O se dalla memoria della gente
Alcun'altra beltà nel cor traluce;

O se fama o se sogno alcun produce
Agli occhi manifesto, al cor presente;
Di sè lasciando un non so che cocente,
Ch'è forse or quel ch'a pianger mi conduce;

Quel ch'i' sento e ch'i' cerco: e chi mi guidi
Meco non è; nè so ben veder dove
Trovar mel possa, e par c' altri mel mostri.

Questo, signor1, m'avvien, po' ch'i' vi vidi;
C'un dolce amaro, un sí e no mi muove:
Certo saranno stati gli occhi vostri.

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1 This is thought to be Tommase de' Cavalieri.

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3. A che più debb'io mai l'intensa voglia [sung text checked 1 time]

A che più debb'io mai l'intensa voglia
Sfogar con pianti o con parole meste,
Se di tal sorte 'l ciel, che l'alma veste,
Tard' o per tempo, alcun mai non ne spoglia?
A che 'l cor lass' a più [morir]1 m'invoglia,
S'altri pur dee morir? Dunque per queste
Luci l'ore del fin fian men moleste;
Ch'ogn' altro ben val men ch'ogni mia doglia.
Però se 'l colpo, ch'io ne rub' e 'nvolo,
Schifar non poss'; almen, s'è destinato,
Ch entrerà 'nfra la dolcezza e 'l duolo?
Se vint' e pres' i' debb'esser beato,
Maraviglia non è se nud' e solo,
Resto prigion d'un Cavalier armato.

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  • ENG English (Carl Johengen) , "Sonnet XXXI", copyright ©, (re)printed on this website with kind permission
  • ENG English (John Addington Symonds) , "To Tommaso de' Cavalieri: Love's lordship", from The Sonnets of Michael Angelo Buonarroti and Tommaso Campanella now for the first time translated into rhymed English, first published 1878
  • ENG English (Charles Hopkins) , "What point is there in still giving vent to my intense longing", written 2002, copyright ©, (re)printed on this website with kind permission
  • FRE French (Français) (Guy Laffaille) , "Sonnet XXXI", copyright © 2015, (re)printed on this website with kind permission
  • SPA Spanish (Español) (Juan Henríquez Concepción) , copyright © 2008, (re)printed on this website with kind permission

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1 K. Sorabji: "languir"

Research team for this text: Emily Ezust [Administrator] , Poom Andrew Pipatjarasgit [Guest Editor]

4. Veggio nel tuo bel viso, signor mio [sung text checked 1 time]

Veggio nel tuo bel viso, signor mio,
quel che narrar mal puossi in questa vita:
l’anima, della carne ancor vestita,
con esso è già più volte ascesa a Dio.
E se ’l vulgo malvagio, isciocco e rio,
di quel che sente, altrui segna e addita,
non è l’intensa voglia men gradita,
l’amor, la fede e l’onesto desio.
A quel pietoso fonte, onde siàn tutti,
s’assembra ogni beltà che qua si vede
più c’altra cosa alle persone accorte;
né altro saggio abbiàn né altri frutti
del cielo in terra; e chi v’ama con fede
trascende a Dio e fa dolce la morte.

Authorship

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  • ENG English (Charles Hopkins) , "I see in your fair face, my lord", written 2002, copyright ©, (re)printed on this website with kind permission

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5. Se nel volto per gli occhi il cor si vede [sung text checked 1 time]

Se nel volto per gli occhi il cor si vede,
altro segno non ho più manifesto
della mie fiamma; addunche basti or questo,
signor mie caro, a domandar mercede.
Forse lo spirto tuo, con maggior fede
ch’i’ non credo, che sguarda il foco onesto
che m’arde, fie di me pietoso e presto,
come grazia c’abbonda a chi ben chiede.
O felice quel dì, se questo è certo!
Fermisi in un momento il tempo e l’ore,
il giorno e ’l sol nella su’ antica traccia;
acciò ch'i' abbi, e non già per mie merto,
il desiato mie dolce signore
per sempre nell'indegne e pronte braccia.

Authorship

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  • ENG English (Charles Hopkins) , "As a person’s heart is to be seen in his face through his eyes", written 2002, copyright ©, (re)printed on this website with kind permission

Researcher for this text: Poom Andrew Pipatjarasgit [Guest Editor]