Cantate, ariete a una, due, e tre voci

Song Cycle by Barbara Strozzi (1619 - 1677)

Word count: 1398

French (Français) translation: Cantates, airs à une, deux et trois voix ( Guy Laffaille)

Illustrissimo et eccellentissimo Signor et Patron mio Col.mo
Non è vulgare la gloria, ch’io mi prometto da questi miei musici
componimenti per la superba livrea, che portano d’humilissimo ossequio
al Nome glorioso di Vostro Eccellentissimo di che ella medesima si
compiacque investirli quando benignamente ascoltandoli gli degnò del
suo magnanimo gradimento, e non isdegnò per renderla più vistosa,
vinta la materia dal lavoro, con pretioso vantagio fregiarla d’alcumi
suoi poetici ccontratagli, e ricami, nè quali trattenendosi alle volte
per diporto de gl’attributi più ferii fà vedere, ch’il primo fior de
gl’anni s’è stagionato in quel frutto di virtù sollecita, che nell’età
più tarda anche ben dirado matura. Onde può l’Eccellentissimo Vostro
con piètastoso passeggiar le gallerie de gl’avi non men per fama, che
per famiglia Heroi, riconoscendoli non come da chi riceva, mà più
tosto à chi accresca ornamento e splendore. In tanto riconosca ancora
trà il numero de suoi otii virtuosi questi pochi numeri, e note di
musica, humanamente l’accolga, generosamente li protegga, mentr’io son
sicura, che non faranno un mal sentire sotto gl’ausitii d’un
Belvedere, e qui con profonda riverenza me l’inchino.

Di Vostro Eccellentissimo
Devotissima & obligatissima serva
Barbara Strozzi

1. Cuore che reprime alla lingua di manifestare il nome della sua cara [sung text checked 1 time]

Ardo in tacito foco,
neppure m'è concesso
dal geloso cor mio
far palese a me stesso
il nome di colei ch'è 'l mio desio,
ma nel carcer del seno
racchiuso tien l'ardore,
carcerier di se stesso, il proprio core
e appena sia contento
con aliti e sospiri
far palese alla lingua i suoi martiri.
Se pur per mio ristoro
con tributi di pianto
mostrar boglio con fede
a quella ch'amo tanto
che son d'amor le lagrime mercede,
ecco 'l cor ch'essalando
di più sospiri il vento,
assorbe il pianto e quell'umor n'ha spento
e con mio duol m'addita
che gl'occhi lagrimanti
sono mutole lingue negli amanti.
Qual sia l'aspro inio stato
ridir nol ponno i venti,
neppur le selve o l'onde
udiro i miei lamenti,
ma solo il duol entro al mio cor s'asconde
e quale in chiuso specchio
disfassi pietra al foco,
tal io m'incenerisco a poco a poco,
e s'ad altri la lingua
è scorta alla lor sorte,
a me la lingua è sol cagion di morte.

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2. Moralità amorosa [sung text checked 1 time]

Sorge il mio sol con mattutini albori
e, intento a coltivar beltà divine,
con profumi odorosi incensa il crine
per aditar altrui come s'adori.

Poscia con sottilissimi candori
sparge dell'aureo capo ogni confine,
che di polve di cipri argente e brine
fanno officio di smalto in su quegli ori.

Mentre così in bella man s'impiega
e fra ceneri e fumi il crine involve,
in catene di foco il cor mi lega.

Che meraviglia è poi se si dissolve
la bellezza in brev'ora e chi mi nega
che fugace non sia, s'è fumo e polve!

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  • FRE French (Français) (Guy Laffaille) , "Moralité amoureuse", copyright © 2017, (re)printed on this website with kind permission

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3. Il lamento [sung text checked 1 time]

Sul Rodano severo
giace tronco infelice
di Francia il gran scudiero,
e s'al corpo non lice
tornar di ossequio pieno
all'amato Parigi,
con la fredd'ombra almeno
il dolente garzon segue Luigi.
Enrico il bei, quasi annebbiato sole,
delle guance vezzose
cangiò le rose in pallide viole
e di funeste brine
macchiò l'oro del crine.
Lividi gl'occhi son, la tocca langue,
e sul latte del sen diluvia il sangue.

"Oh Dio, per qual cagione"
par che l'ombra gli dica
"sei frettoloso andato
a dichiarar un perfido, un fellone,
quel servo a te sì grato,
mentre, franzese Augusto,
di meritar procuri
il titolo di giusto?
Tu, se 'l mio fallo di gastigo è degno,
ohimè, ch'insieme insieme
dell' invidia che freme
vittima mi sacrifichi allo sdegno.
Non mi chiamo innocente:
purtroppo errai, purtroppo
ho me stesso tradito
a creder all'invito
di fortuna ridente.
Non mi chiamo innocente:
grand'aura di favori
rea la memoria fece
di così stolti errori,
un nembo dell'obblio
fu la cagion del precipizio mio.
Ma che dic'io? Tu, Sire - ah, chi nol vede?
tu sol, credendo troppo alla mia fede,
m'hai fatto in regia corte
bersaglio dell'invidia e reo di morte.
Mentre al devoto collo
tu mi stendevi quel cortese braccio,
allor mi davi il crollo,
allor tu m'apprestavi il ferro e 'l laccio.
Quando meco godevi
di trastullarti in solazzevol gioco,
allor l'esca accendevi
di mine cortigiane al chiuso foco.
Quella palla volante
che percoteva il tuo col braccio mio
dovea pur dirmi, oh Dio,
mia fortuna incostante.
Quando meco gioivi
di seguir cervo fuggitivo, allora
l'animal innocente
dai cani lacerato
figurava il mio stato,
esposto ai morsi di accanita gente.
Non condanno il mio re, no, d'altro errore
che di soverchio amore.
Di cinque macche illustri
notato era il mio nome,
ma degli emoli miei l'insidie industri
hanno di traditrice alla mia testa
data la marca sesta.
Ha l'invidia voluto
che, se colpevol sono,
escluso dal perdono
estinto ancora immantinente io cada;
col mio sangue ha saputo
de' suoi trionfi imporporar la strada.
Nella grazia del mio re
mentre in su troppo men vo,
di venir dietro al mio pie'
la fortuna si stancò,
Onde ho provato, ahi lasso,
come dal tutto al niente è un breve passo."

Luigi, a queste note
di voce che perdon supplice chiede,
timoroso si scuote
e del morto garzon la faccia vede.
Mentre il re col suo pianto
delle sue frette il pentimento accenna
tremò parigi e torbidossi Senna.

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  • FRE French (Français) (Guy Laffaille) , "Près du Rhône sévère", copyright © 2009, (re)printed on this website with kind permission

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4. A donna bella e crudele [sung text checked 1 time]

Perle care e pregiate
dall'ocean venute,
perché state
fra due labbra che son mute?
Gite a bocca che risponda
o tornate in grembo all'onda.

Neve, tu che cadesti
sovra un alpestre scoglio,
perché resti
in quel sen pieno d'orgoglio?
Trova un petto più gentile
o ritorna all'Alpe vile.

Oro, che nobil vanto
sei dell'Indico lido,
perché tanto
orni il crine a volto infido?
Vanne a men severa fronte
o ritorna in seno al monte.

Sangue, che sulle rose
ha Ciprigna versato,
chi ti pose
ostro bel su volto ingrato?
Corri a guance più serene
o alla dea torna in le vene.

Stelle, voi che negl'occhi
splendete di costei,
che vi tocchi
d'illustrare occhi sì rei?
Gite a ciglia meno altere
o tornate all'alte sfere.

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  • FRE French (Français) (Guy Laffaille) , "À une dame belle et cruelle", copyright © 2017, (re)printed on this website with kind permission

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5. Con male nuove, non si può cantare [sung text checked 1 time]

Questa, questa è la nuova
ch'io v'ho da dire amanti,
ch'amando non si trova
altro che pene e pianti.
Ben il mio cor il prova
e volete ch'io canti.
Senta, senta chi brama
la canzonetta udire:
non s'ama, no, non s'ama
senza pena e martire.
A chi m'invita e chiama
altro non ho che dire.
Deh, cantar non mi fate,
che la canzon peggiora!
Quante bevande ingrate
fugge chi s'innamora!
Ha poca caritate
chi vuol ch'io canti ancora.

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  • FRE French (Français) (Guy Laffaille) , "Avec des mauvaises nouvelles, je ne peux chanter", copyright © 2017, (re)printed on this website with kind permission

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6. Amor non si fugge [sung text checked 1 time]

Cara Filli, quella tu sei ch'adoro,
per te sola, per te languisco e moro.
Ben vid'io ch'un guardo adesca
Ch'allettando il seno adugge,
ma pur ardo e 'l cor si strugge
che non fugge d'amor chi seco tresca.
Cara Filli, quella tu sei ch'adoro,
per te sola, per te languisco e moro.
S'è il languir colpo d'amore
fuggirò s'amor m'assale,
ma 'l fuggir, ohimè, che vale?
Non si scioglie dal pie' laccio del core.
Cara Filli, quella tu sei ch'adoro,
per te sola, per te languisco e moro.

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  • FRE French (Français) (Guy Laffaille) , "Amour ne se fuit pas", copyright © 2017, (re)printed on this website with kind permission

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7. Donna non sa che dice, non dice che sa [sung text checked 1 time]

Lusinghiera d'amori
La vezzosa speranza
È un veleno dei cori.
Oh Dio, ch'io so
La femminile usanza,
Non è di donna mai
Promessa vera.
Così va, molto ha più
Chi nulla spera.
Cianciosetta ridente
Con piena cortesia
Ai miei preghi acconsente.
Oh Dio, ch'io so
La femminil bugia;
Non è di donna mai
Bocca verace.
Così va, parla più
Donna che tace.
Mentitrice d'affetti
Tutta piacevolezza
Si dimostra ai miei detti!
Oh Dio, ch'io so
La femminil vaghezza;
Non è di donna mai
Salda la fede.
Così va, gode più
Chi meno il crede.

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  • FRE French (Français) (Guy Laffaille) , "Une femme ne sait pas ce qu'elle dit, elle ne dit pas ce qu'elle sait", copyright © 2017, (re)printed on this website with kind permission

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8. Mentita [sung text checked 1 time]

S'io vi giuro mia vita
Ch'io v'amo
Voi mi date con parole spietate
Subito una mentita.
Io che sensi ho vivace
Corro raffronto
À scaricar coi baci.

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  • FRE French (Français) (Guy Laffaille) , "Mensonge", copyright © 2017, (re)printed on this website with kind permission

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9. Begli occhi [sung text checked 1 time]

Mi ferite, oh begli occhi.
Pensate che farebbono
Quei baci si cocenti e mordaci;
Langue l'anima, langue
E il cor vien meno.
Ahi ch'io vi moro in seno.

Pensate che farebbono
Gli strali si pungenti e mortali;
Langue l'anima, langue
E il cor vien meno.
Ahi ch'io vi moro in seno.

Ma forse non morò
Senza vendetta
Ch'ai fin chi morte
Da la morte aspetta.

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  • FRE French (Français) (Guy Laffaille) , "Beaux yeux", copyright © 2009, (re)printed on this website with kind permission

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10. Cor donato, cor rubato (Contrasto tra Filindo, Dori, e Tirsi) [sung text checked 1 time]

Dori:
Tu mendace, tu infedel, no, no
Ch'in don, l'hebbe, no'l rubò
Mi donasti il cor, sì, sì.
Ben è giusto il rancor aspre,
Aspre le offese
Me 'l donò.
Filindo:
Ladra, tu ladra crudel,
Mi rubasti il cor, sì, sì,
Con begl' occhi lo rapi;
Mi rubasti il cor, sì, sì.
Ben è giusto il rancor aspre,
Aspre le offese.
Me 'l rubò.
Tirsi:
Fermate; lasciate, le contese.
Tropp'è ingiusto il rancor false le offese.
Miracol fu d'amore,
Cessi l'ingiusta lite.
No 'l donò, no 'l rubbò.
Fermate, udite.

Amor, amor che tutto puote un cuore
Un' alma toglie da un seno
È in altro sen l'innesta,
Se spira humana
Salma priva del core.
Opra in amore è questa.
Dori:
No 'l donò, no 'l rapi,
Opra è d'amor, sì, sì.
Vivi tu nel mio seno
Vivo, si, nel tuo seno.
Tal morendo beato
Puoi riamando amato,
Rigoder nella tomba
Il dì sereno.
Filindo:
No 'l donò, no 'l rapi,
Opra è d'amor, sì, sì.
Vivo, si, nel tuo seno
Vivi tu nel mio seno.
Tal morte beata
Puoi riamando amata,
Rigòder nella tomba
Il dì sereno.

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  • FRE French (Français) (Guy Laffaille) , "Cœur donné, cœur volé - Dispute entre Filindo, Doris et Tirsis", copyright © 2017, (re)printed on this website with kind permission

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11. Desideri vani [sung text checked 1 time]

Desideri che?
Desideri che sperate di gioir.
Voi v'ingannate.
Può ben grand' ale
Ingigantito il core
Spiegar al ciel d'amore,
Mentre dalla crudel
Che vi fa guerra
Vostre speranze in terra
Piombano fulminate.
In vano ergete
Ardimentoso il guardo
Ad un seren bugiardo,
Mentr'al vostro salir
Fiere procelle
Dalle nemiche stelle
Vengono minacciate.
Desideri che?
Desideri che sperate di gioir.
Voi v'ingannate.

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  • FRE French (Français) (Guy Laffaille) , "Désirs vains", copyright © 2017, (re)printed on this website with kind permission

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